LEGGENDE SULLE PIANTE GRASSE
SPIGOLATURE SULLE PIANTE GRASSE
Leggendo qua e là abbiamo raccolto informazioni, alcune con basi scientifiche, altre semplici leggende popolari. NON ABBIAMO TITOLO PER CERTIFICARE la loro attendibilità, ma sono comunque come minimo una interessante emanazione della VOX POPULI
Agave
L'Agave è conosciuta per i suoi benefici associati alla bellezza ma è particolarmente nota perché la ricchezza delle fibre delle sue foglie che consente la tessitura per produrre cappelli, come il famoso cappello Panama e amache. Il succo che si ricava dalla pianta è alla base della tequila.
Cactus
I cactus appartengono all'ordine delle Caryophyllales; a questo ordine appartengono anche gli spinaci, i garofani e le barbabietole. I cactus vengono adoperati in molte situazioni; molti popoli li usano per creare recinzioni naturali, oppure vengono seccati ed adoperati come legna da ardere; alcuni cactus hanno proprietà curative o allucinogene. Alcuni cactus hanno fiori che emanano un profumo di carne avariata che attira insetti necrofili che feconderanno successivamente la pianta.
Crassula
La Crassula ha un buon potere di assorbimento dell’inquinamento elettronico prodotto dagli elettrodomestici e ha un’azione depurativa dell’aria, negli appartamenti, ove sono presenti sostanze chimiche nocive.
Epiphyllum
Quando si ha la fortuna di incontrare questa pianta in natura, la si trova spesso appoggiata a grandi alberi perchè usa l'acqua che fuoriesce, per nutrirsi.
Il nome Epiphyllum, dal greco, vuol dire sotto la foglia ed indica la sua peculiarità di pianta epifita
Mammillaria
Il latte che producono alcune varietà di Mammillaria viene usato dai nativi d'America per curare le malattie legate all'orecchio, come la sordità o il semplice mal d'orecchio.
LEGGENDE POPOLARI
Il Mezcal
di quest’eccitamento era la nascita nel suo cuore di uno splendido verme, il gusano, che piano piano rendeva più sensibile il corpo della Dea.
Mayatl per la prima volta s’innamorò! Si innamorò di un bellissimo guerriero chiamato Chag, il quale pur Il Mezcal è un distillato ancestrale e mitico. Prodotto fin dai tempi degli Aztechi dai quali era considerato afrodisiaco.
La leggenda racconta che la dea Mayatl, Dea del Mezcal, nutriva i suoi sudditi con il Mezcal sgorgante dai suoi quarantamila seni.
Un giorno la Dea si trovò estremamente eccitata, una sensazione che non aveva mai provato prima.
La ragione temerario e coraggioso rimase sconvolto dalle attenzioni a lui rivolte sino a caderne svenuto.
La timidezza di Chag non fece perdere l’illusione alla Dea che al contrario cercò in tutti i modi di ottenere il suo amore.
Un giorno Mayatl offrì il suo più bel seno, da cui sgorgava copioso il Mezcal, al guerriero: Chag dopo aver bevuto una gran quantità di Mezcal vinse la sua timidezza e con le lacrime agli occhi disse a Mayatl: “Fammi diventare Dio o diventa tu donna, così finalmente potremo amarci”.
A questo punto Mayatl, profondamente emozionata, prese dal suo cuore un meraviglioso gusano e lo offrì a Chag.
Dopo averlo mangiato l’uomo si sentì divino, prese tra le sue braccia Mayatl e la amò per sette giorni e sette notti.
La fondazione di Città del Messico: La gran Tenochtitlàn
Narra la leggenda che tantissimo tempo fa, nel Messico del nord, in un paese chiamato Aztlan, viveva un popolo di coraggiosi guerrieri: gli Aztechi.
Essi veneravano una gran moltitudine di divinità che identificavano con le forze della natura, come le stelle, la luna,il vento, l’acqua, il mais… che dominavano ogni aspetto della loro vita. Ma il loro dio più importante era Huitzilopochtli, dio del Sole e della Guerra, protettore e guida del popolo.
Solo lui poteva indicare il luogo dove la tribù avrebbe dovuto fondare la propria capitale, manifestando la propria volontà con una visione.
E così avvenne.
La tribù si mise in viaggio guidata dal sommo sacerdote Tenoch. Fu un viaggio lungo e faticoso, in attesa del segnale che avrebbe indicato loro la meta.
Finché un giorno, giunti al centro del Messico, Tenoch ebbe una visione.
Vide Huitzilopochtli che gli disse:- Recati nel luogo dove un’aquila con un serpente tra gli artigli è posata su un cactus, lì sorgerà la nuova patria.-
Huitzilopochtli strappò il cuore di Copil, il mago figlio della luna, e lo gettò nel fiume.
Il cuore viaggiò trasportato dalla corrente finché giunse nella terra delle aquile e si posò su un isolotto in mezzo ad una lago.
Dal cuore germogliò un cactus e i suoi frutti, i fichi d’India rossi, erano il segno del suo cuore.
All’improvviso comparve un’aquila che disse: - Sono io il dio del Sole, quando troverete me che mangio un serpente, quello sarà il segno e quel luogo sarà il luogo prescelto che chiamerete Tenochtitlán.-
Il giorno seguente il sacerdote radunò la tribù e raccontò il suo sogno.
Gli infaticabili guerrieri si rimisero subito in cammino alla ricerca del luogo che Huitzilopochtli aveva loro indicato nel sogno.
Una sera, quando il sole era già tramontato, videro un lago che, illuminato dalla luna, sembrava uno specchio. Era il lago di Texcoco, che al centro aveva un isolotto.
Videro la luna specchiarsi sulle sue acque, sembrava che l’isolotto fosse il suo ombelico.
Decisero allora di fermarsi e chiamarono il posto MEXICO
Me (stl) = luna
Xi (chtl) = centro
Co = ombelico
All’improvviso un’aquila volò su uno spinoso fico d’India che cresceva sull’isolotto in mezzo al lago.
Gli Aztechi capirono subito di essere giunti alla meta, qui avrebbero dovuto fondare la loro capitale,Tenochtitlán, il luogo del fiore di cactus.
Per diventare il popolo eletto gli Aztechi avevano però il compito di nutrire e servire gli dei in eterno. Ma il cibo che serviva a nutrire il dio del Sole non poteva essere una cosa comune, doveva essere qualcosa di più importante e di prezioso per gli uomini: il loro sangue e il loro cuore, così come il frutto del cactus era il cuore di Copil.
Questo era il patto che il dio Sole aveva fatto con gli Aztechi che pensavano di poter conquistare il mondo come se fossero un popolo eletto.
Era il 1325 quando gli Aztechi iniziarono a costruire la Gran Tenochtitlàn che divenne la città più bella e importante di tutta l’America centrale.
Finché, nel 1521, il conquistador spagnolo Hernan Cortes la conquistò dopo una sanguinosa battaglia. Sulle sue ceneri sorge oggi Città del Messico.
Il Cactus
Si diceva che Quehualliu fosse il più bell’indiano della tribù. Stava sempre a raccogliere fiori per Pasancana, la bella figlia del capo. Hanno imparato insieme a camminare e giocare. Hanno giocato insieme nei posti più belli della montagna.
Un giorno, quando sono cresciuti, si sono innamorati. Ma il padre di Pasancana voleva che sua figlia sposasse un altro ragazzo della tribù. Questo ragazzo era un cacciatore eccellente. Quando Pasancana e Quehualliu ne hanno sentito parlare, hanno iniziato a piangere, e un giorno i due decisero di fuggire insieme.
Il giorno dopo erano ai piedi delle colline e hanno fatto un piano: il giorno successivo, allo spuntare della prima stella, sarebbero fuggiti in montagna. Corsero via il giorno seguente.
Quando il capo ha scoperto che sua figlia non c'era, si è arrabbiato! Ha chiamato insieme un gruppo di uomini e iniziato a cercare la coppia.
Pasancana e Quehualliu erano stanchi, così si sedettero per qualche minuto. Stavano andando a dormire, quando sono arrivati alcuni uomini.
Grazie alla luce della luna piena hanno visto gli uomini che li inseguivano e hanno chiesto a Pachamama, la dea della terra, di nasconderli. Lei ha avuto pietà dei giovani innamorati e ha aperto un buco nella montagna e li nascose lì. Il capo gridò! "Non ci si può nascondere per sempre!" Quindi, lui e i suoi uomini rimasero lì tutta la notte. Il giorno dopo, gli amanti si erano trasformati in un cactus, Quehualliu, protetto da Pasancana

