CURCUMA
Curcuma Alismatifolia

Estratto da wikipedia, giardinaggio.it ed altre fonti su internet

Il genere Curcuma è molto vasto: comprende all’incirca 50 specie di perenni erbacee dotate di radici carnose; le foglie possono essere da strettamente ovate ad oblunghe. Le infiorescenze sono terminali, simili a coni e composte da brattee in alcuni casi molto colorate (come nelle specie alismatifolia, elata, petiolata rubescens, roscoeana, usate come ornamentali). I fiori tubulari, piccolissimi e composti da tre petali,sono quasi sempre poco evidenti perché nascosti dalle brattee.

Queste vivaci sono originarie dell’Asia e dell’Oceania, in particolare di quelle aree caratterizzate da un clima tropicale e monsonico, dove si alternano stagioni estremamente secche ad altre di forti piogge.

La spezia si ricava in particolare dalla radice della specie C. longa, originaria dell’India, ma oggi coltivata in maniera estensiva anche in Giappone, Indonesia e in Africa; la polvere ricavata dalle radici viene impiegata anche per colorare le stoffe. In Estremo Oriente vengono consumati anche i germogli, i fiori e le foglie

Ma puntiamo l’attenzione sulla CURCUMA ALISMATIFOLIA, endemica della Thailandia (viene anche chiamata TULIPANO DELLA THAILANDIA), utilizzata soprattutto per fini estetici come pianta da appartamento. Ha alcune delle proprietà comuni alle piante di Curcuma, ma NON TUTTE quelle della Curcuma Longa

Curcuma alismatifolia, tulipano Siam o tulipano estivo (Thai: ปทุม มา, RTGS: pathumma; กระเจียว บัว, RTGS: krachiao bua; ขมิ้น โคก, RTG: khamin khok) è una pianta tropicale originaria del Laos, della Thailandia settentrionale e della Cambogia. [1 ] [2] Nonostante il suo nome, non è legato al tulipano, ma alle varie specie di zenzero come la curcuma. Può crescere come pianta da interno ed è anche venduto come fiore reciso.

Uno dei più famosi campi selvatici dei tulipani Siam è nel Parco Nazionale Pa Hin Ngam nella provincia di Chaiyaphum, in Thailandia.

Il 3-rutinoside di Malvidina è un pigmento responsabile del colore del brattea in C. alismatifolia

Siam tulip
Scientific classification
Kingdom: Plantae
Clade: Angiosperms
Clade: Monocots
Clade: Commelinids
Order: Zingiberales
Family: Zingiberaceae
Genus: Curcuma
Species: C. alismatifolia
Binomial name
Curcuma alismatifolia Gagnep.
Synonyms[1]
Hitcheniopsis alismatifolia(Gagnep.) Loes. in H.G.A.Engler

Possiamo coltivare la curcuma in giardino o in appartamento, l’importante è che i rizomi godano, nel periodo di riposo vegetativo, di un clima mite, con minime superiori ai 10-12°C. Quindi in genere si coltiva la pianta in giardino fino alla fine dell’estate, e quando comincia a deperire si dissotterrano i rizomi e si ripongono in un sacco di juta, con della sabbia, in luogo fresco, asciutto e buio, fino a primavera.

In casa invece si coltiva la pianta in vaso, e quando comincia a disseccare, in autunno, si sospendono le annaffiature, si sposta il contenitore in luogo riparato, e si ricomincerà a coltivarla in primavera.

Si tratta di piante tropicali, che amano i luoghi ben luminosi, volendo anche la luce solare diretta, purché si permetta alla pianta di abituarsi gradualmente alla luce del sole. Si utilizza un buon terriccio universale mescolato a sabbia, per aumentarne il drenaggio, ed evitare i ristagni idrici, che potrebbero rapidamente portare al marciume dei rizomi, vanificando i nostri sforzi per coltivare la pianta.


CURCUMA LONGA

Nome

Il nome curcuma deriva dal sanscrito kunkuma attraverso l’arabo كركم, kurkum.

Quando si dice curcuma s’intende normalmente Curcuma longa, anche se esistono numerose altre specie attribuite al genere botanico Curcuma.

In inglese è chiamata turmeric (da cui il nome, poco usato, di turmerico). In hindi è chiamata haldi, in bengalese holud.

Il nome zafferano delle Indie deriva dal colore della spezie, che ricorda lo zafferano.

Composizione chimica

I principali costituenti della droga sono i curcuminoidi (3-5%), cioè miscele di derivati del cinnamoilmetano, come la curcumina, la demetossi curcumina e la bis-demetossicurcumina (che è contenuta solo in C. longa). Quantitativamente importante (3-5%) è la frazione volatile, che contiene principalmente dei composti terpenici caratteristici come il zingiberene, il curcumolo e il β-turmerone. Sono presenti nella droga, ma in quantità minori, anche gli arabino galattani acidi ukonano A fino a ukonano D.[2]

Usi

Polvere di cùrcuma in vendita al mercato di Ortigia (Siracusa).

Il nome zafferano delle Indie si riferisce al colore giallo, unica somiglianza fra la curcuma e lo zafferano:[3] dal rizoma giallo della curcuma si ottengono la polvere di curcuma, una spezie molto usata nella gastronomia indiana e asiatica in generale, e una sostanza gialla adoperata in tintoria.

I rizomi vengono bolliti ed essiccati al sole o in forno, e dopo vengono schiacciati in una polvere giallo-arancio. Il suo ingrediente attivo è la curcumina che ha un sapore terroso, amaro, piccante ed estremamente volatile, mentre il colore si conserva nel tempo.

La polvere di curcuma è uno degli ingredienti del masala (che coincide all’incirca con ciò che in Occidente viene chiamato curry), a cui dà il colore giallo intenso e caratteristico. Oltre che in molte altre ricette indiane, la curcuma è un ingrediente fondamentale di numerosissime ricette asiatiche, come il piatto nepalese chiamato momos (gnocchi nepalesi a base di carne) o il piatto tailandese chiamato kaeng tai pla (curry con gamberi e pesce).

La curcuma, oltre che dare sapore, è, come lo zafferano, un colorante alimentare. Oltre che in varie ricette, essa ha applicazione in bevande, prodotti da forno, prodotti lattiero-caseari, gelatiyogurt, biscotti, popcorn, dolci, cereali, salse, gelatine, ecc. Tra gli additivi alimentari codificati dall’Unione europea, la curcumina, per una serie di circostanze, occupa il primo posto: E100.

La curcuma è stata usata fin dall’antichità come colorante anche per tessuti. Da questo punto di vista, però, è poco pregiata perché tende a scolorire al sole.

Sindur

Un uso molto particolare della curcuma come colorante si ritrova nel folklore di alcune regioni indiane, dove la curcuma è usata per il corpo. Il caso più celebre è la cerimonia bengalese del gaee holud (o gaye holud) durante i preparativi del matrimonio, dove si utilizza la polvere rossa, o arancione scuro chiamata sindur, derivata dalla curcuma.

Infine, la medicina tradizionale e in parte anche quella moderna attribuiscono alla curcuma proprietà medicinali (v. sotto).

Medicina

La medicina ayurvedica, ritiene che la curcuma sia dotata di molte proprietà medicinali e molti la usano in India come antisettico per tagli, scottature e contusioni.

curcuma

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