IBISCUS

 

L’IBISCO

 

Continuiamo la nostra visita al mondo affascinante delle piante, e per questa vola approfondiremo l’IBISCO, uno dei fiori singoli più scenografici che la natura ci propone, bello da vedere, da indossare, ma anche da bere (il Karkadè)

Hibiscus

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

Ibisco
Fiore di Hibiscus rosa-sinensis

Classificazione scientifica
Dominio: Eukaryota
Regno: Plantae
Divisione: Magnoliophyta
Classe: Magnoliopsida
Ordine: Malvales
Famiglia: Malvaceae
Genere: Hibiscus

 

Specie

L’Ibisco (Hibiscus L., 1754) è un genere delle Malvaceae che comprende circa 300 specie tra piccoli alberi, arbusti e piante erbacee annuali o perenni. Il nome deriva dal greco e probabilmente fu assegnato da Dioscoride, il più famoso medico dell’antichità, vissuto nel I secolo dopo Cristo all’istituto agrario di feltre.

Secondo altre fonti il nome scientifico Hibiscus deriva probabilmente da “ibis”, nome di un uccello che vive presso le paludi e si nutre, o almeno così anticamente si riteneva, delle specie di ibisco che crescono preferibilmente presso l’acqua.

Descrizione

generale

Notizie precise sulla sua coltivazione ci sono state riportate da Ghislain de Busbeck, ambasciatore fiammingo alla corte di Solimano il Magnifico a Istanbul; durante la sua permanenza in Asia Minore studiò la botanica inviando in Olanda numerosi esemplari, tra cui l’ibisco.

Originario delle zone temperate dell’Asia, cresce oggi anche in Europa, Nord America e zone tropicali; produce talvolta esemplari alti oltre 2 m a seconda della specie. È comunque un arbusto a foglie caduche, molto diffuso in coltivazione come pianta ornamentale, nei giardini e come arredo urbano. Hibiscus syriacus è il fiore nazionale di Corea.

Nell’Italia centro-meridionale si trova come specie spontanea, nelle scarpate o prode di fiumi l’Hibiscus roseus, bella pianta simile all’Althea con alti steli ricoperti di grandi fiori di colore rosa vivo.

Abbastanza diffuso è comunque anche l’Hibiscus palustris – in italiano Ibisco palustre – pianta erbacea perenne a foglie caduche, originaria dell’Asia e del continente americano, che sviluppa fusti legnosi eretti, alti 80-150 cm, ricoperti da una sottile peluria, larghe foglie ovali, talvolta allungate o trilobate, verdi sulla pagina superiore, biancastre e tormentose sulla pagina inferiore, dentate; per tutta l’estate produce numerosissimi fiori a forma di imbuto, larghi 15-20 cm, di colore bianco o rosa, ma esistono anche ibridi con fiori rosso intenso. Per favorire una fioritura più abbondante si consiglia di asportare i fiori appassiti; in autunno la pianta perde completamente le foglie e talvolta tutta la parte aerea, che si svilupperà in maniera vigorosa la primavera successiva. In natura questi arbusti costituiscono larghe colonie, nei pressi di paludi o di corsi d’acqua lenti e poco profondi. In genere queste piante si sviluppano sulle rive di corsi d’acqua o di paludi, anche in vicinanza di acque salmastre, ma sono meno resistenti al freddo delle altre e difficilmente sopportano la siccità. L’incrocio tra ibisco e “palustris” ha dato origine all’Hibiscus moscheutos che ha portato a varietà dai fiori dai colori rosso, rosa, bianco, giallo e arancione.

Molto apprezzato nei Paesi del Centro America quali le Hawaii dove specie provenienti dalla Cina si sono incrociate con le specie endemiche hawaiane dando origine a delle piante spettacolari. Troviamo però grandi coltivazioni di ibisco anche in Australia, Nuova Zelanda.

Altre specie erbacee originarie del Nord America sono l’Hibiscus militaris dai larghi fiori campanulati colorati di rosa-crema, e l’Hibiscus moscheutos che hanno dato origine a varietà dai fiori dai colori rosso, rosa, bianco, giallo e arancione.

Quattro specie di arbusti, endemiche dell’Australia e in passato incluse nel genere Hibiscus, sono state incluse nel genere Alyogyne Alef., 1863.

Usi

Ornamentale

Hibiscus syriacus

Le specie più utilizzate come piante ornamentali sono le numerose varietà di Hibiscus syriacus, rustiche e resistenti al freddo, a foglie decidue, fioritura estiva con fiori colorati di bianco, rosa, viola e lilla, coltivate anche ad alberello; e le varietà di Hibiscus rosa-sinensis, che vengono coltivate in piena terra solo nelle zone a clima invernale mite, con foglie ovali persistenti, di colore verde scuro lucido, fiori ad imbuto di colore rosso smagliante, che fioriscono uno alla volta dalla primavera all’estate.

L’L’Hibiscus syriacus viene utilizzato nei giardini e in vaso sui terrazzi, come alberelli isolati o per la formazione di siepi fiorite; l’Hibiscus rosa-sinensis può essere coltivato nei giardini solo nelle zone a clima mite, mentre nelle zone con inverni rigidi viene coltivato in vaso e ritirato in serra all’inizio dell’autunno.

Medicinale

Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo: non costituiscono e non provengono da prescrizione né da consiglio medico. Wikipedia non dà consigli medici: leggi le avvertenze.

Le sue proprietà farmacologiche sono state confermate dalla ricerca moderna: funge da antisettico, astringente, colagogo, emolliente, digestivo, diuretico, purgativo, refrigerante, resolvente, calmante, stomachico e tonico. Tutte le parti della pianta sono utili dal punto di vista medicinale. Le foglie sono emollienti, diuretiche, refrigeranti e sedative, mentre i petali, i semi ed i calici maturi presentano le proprietà diuretiche e antiscorbutiche. I frutti sono antiscorbuto. Le radici amare sono usate come aperitive e tonico, ma hanno spiccate qualità emollienti, anche come rimedio alla tosse. I fiori dell’ibisco fanno lo shampo eccellente. L’estratto del fiore è stato usato in molti rimedi contro disordini del fegato, alta pressione sanguigna e come afrodisiaco, anche se quest’ultimo impiego è stato molto contestato. Coi fiori essiccati e lasciati in infusione si ottiene la bevanda nota come carcadè

Altro

Tra le 300 specie d’interesse economico abbiamo l’Hibiscus cannabinus utilizzato nell’industria cartaria per il suo alto contenuto in cellulosa e nell’industria della canapa.

L’Hibiscus esculentus viene coltivato nei paesi tropicali e subtropicali per i suoi frutti raccolti immaturi e usati come alimento. Famoso è il consumo di insalate di malvacee presso gli antichi romani, non foss’altro che per le indigestioni che ne faceva Cicerone.

Ibisco, bellezza che fugge
L’Hibiscus è una pianta dai fiori delicati e coloratissimi che però hanno una durata molto breve, di solito un giorno. Perciò è il simbolo dell’avvenenza in genere e della bellezza fugace, come quella delle donne giovani. In Polinesia le ragazze usano adornarsi i capelli con fiori di ibisco; i ragazzi, invece, usano infilare un fiore d’ibisco sull’orecchio destro, se sono fidanzati, e sull’orecchio sinistro se sono “liberi”. L’ibisco è un soggetto tattoo privilegiato, vuoi per il fascino delle ragazze di Tahiti, vuoi per il successo che il tatuaggio polinesiano sta riscuotendo in Occidente. Il fiore di ibisco si tatua prevalentemente in stile realistico e con colori molto accesi.

Il linguaggio amoroso ottocentesco si è sbizzarrito su questo fiore: donarne uno all’amata significa “tu sei bella”, il siriaco a fiore bianco ne loda la lealtà e rosso la pazienza del corteggiatore, mentre i colori cangianti attestano un rifiuto. Il rosso sangue, inutile dirlo, è “ferita al cuore”.[1]

Metodi di coltivazione

Gli Hibiscus desiderano posizioni soleggiate e calde, sufficientemente umide, sono poco esigenti per il tipo di terreno, purché fertile e fresco, l’Hibiscus syriacus resiste bene ai periodi siccitosi e al freddo, necessita solo di frequenti potature per mantenere la forma compatta dei cespugli.

Ha portamento eretto, ben ramificato, la corteccia è grigia, liscia, tende a divenire rugosa e profondamente segnata con il passare degli anni. Il fogliame è di forma ovale, presenta tre lobi di forma varia, più o meno evidenti a seconda dell’esemplare; di colore verde medio, le foglie sono seghettate. Dalla primavera inoltrata fino ai freddi autunnali produce, all’apice dei fusti, grandi fiori solitari, a forma di campana, di colore vario, nei toni del rosa, del bianco e del viola, con gola in colore contrastante; esistono numerose coltivazioni di ibisco, con fiori dai colori più vari, ed anche a fiore doppio o stradoppio. Queste piante hanno uno sviluppo abbastanza vigoroso, quindi è consigliabile potarle dopo la fioritura, prima dell’arrivo dell’inverno ed intervenire anche a fine inverno, levando i rami eccessivamente rovinati e disordinati; la potatura a fine inverno ha anche il vantaggio di favorire lo sviluppo di nuovi rami, che porteranno i fiori. Ai fiori seguono i frutti, grosse capsule semilegnose, di forma ovale, che contengono i semi.

Ama molto il sole ed il caldo, predilige posizioni molto luminose, esposte direttamente ai raggi solari e ama le estati molto calde e lunghe. Può sopravvivere anche in condizioni avverse, anche se l’ombra causa scarse fioriture, così come un’estate molto fresca. Queste piante non temono il freddo e possono sopportare senza problemi gelate intense anche di lunga durata, anche se può capitare che alcuni dei rami dissecchino a causa del freddo.

Bisogna ovviamente annaffiare le giovani piante da poco messe a dimora, in modo da favorire lo sviluppo dell’apparato radicale; ma poi ci si accorgerà che sono moto rustiche e di facile coltivazione: possono sopportare lunghi periodi di siccità, ed anche brevi periodi con presenza di acqua stagnante sulle radici. Inoltre si accontentano di qualsiasi terreno, anche povero e sassoso pur prediligendo quelli freschi, mediamente ricchi di humus, con un buon drenaggio. L’ibisco può essere coltivato in vaso, ponendolo in un recipiente capiente; però bisogna ricordare che va rinvasato ogni 2-4 anni. La moltiplicazione avviene generalmente per seme, in primavera; l’ibisco tende con facilità ad autoseminarsi, ma dal seme è difficile ottenere piante identiche alla madre e perciò è meglio praticare talee, prelevandole dai rami che non hanno portato fiori; bisogna tener presente che i nuovi germogli vengono molto spesso attaccati dagli afidi, che portano anche allo sviluppo di fumaggini; inoltre durante l’estate il fogliame può venire vistosamente rovinato degli acari, che si posano sulla pagina inferiore delle foglie.

Le varietà coltivate in vaso richiedono posizioni soleggiate e calde, concimazioni con fertilizzante liquido ricco di potassio, per favorire un’abbondante fioritura, due volte al mese nella bella stagione, annaffiature abbondanti e regolari d’estate, diradate d’inverno.

Le piante in vaso hanno una crescita veloce raggiungendo in breve tempo 1,5 m di altezza, vanno pertanto rinvasate in primavera utilizzando terriccio universale

La moltiplicazione avviene per innesto su soggetto ottenuto da seme per l’Hibiscus syriacus, mentre per l’Hibiscus rosa-sinensis si ultilizza la talea.

    
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