MELO

Malus domestica

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Melo (Malus domestica)
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Sottoregno Tracheobionta
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Rosidae
Ordine Rosales
Famiglia Rosaceae
Sottofamiglia Maloideae
Genere Malus
Specie M. domestica
Nomenclatura binomiale
Malus domestica
Borkh.1803

Il melo (Malus domestica Borkh.1803) è una pianta da frutto appartenente alla famigliadelle Rosaceae. È una delle più diffuse piante da frutto coltivate.

Descrizione

Fiori di melo

Una pianta di melo; alla base vegetazione di polloni, che saranno rimossi nella potatura invernale

Un melo selvatico durante la stagione invernale

Il melo è un piccolo albero deciduo di 5-12 metri di altezza, con una chioma densa ed espansa e apparato radicalesuperficiale.

Le foglie sono alterne e semplici, a lamina ovale, leggermente seghettate, con apice acuto e base arrotondata, di 5-12 centimetri di lunghezza e 3–6 cm di larghezza, glabre superiormente e con una certa tomentosità sulla pagina inferiore. Il picciolo è lungo 2–5 cm.

fiori sono ermafroditi di colore bianco-rosato esternamente e bianco internamente, a simmetria pentamera. Hanno una corolla composta da 5 petali e sono larghi 2,5-3,5 cm e ovario infero. Sono riuniti in infiorescenze a corimbo, in numero di 3-7. La fioritura si svolge in primavera, simultaneamente al germogliamento. L’impollinazione è entomofila.

Il frutto, detto pomo o mela comunemente, si forma per accrescimento del ricettacolo fiorale insieme all’ovario ed è perciò un falso frutto; ha forma globosa, generalmente di 5–9 cm di diametro, prima verde e a maturazione, estivo-autunnale, con colore variabile dal giallo-verde al rosso. Il frutto vero, derivato dall’accrescimento dell’ovario è in realtà costituito dal torsolo, di consistenza più coriacea rispetto alla polpa.

Il pericarpo contiene cinque carpelli disposti come una stella a cinque punte; ogni carpello contiene da uno a tre semi.

Avversità

Fiori del melo

Il melo è colpito da varie malattie causate da funghi, tra cui la ticchiolatura del melo, l’oidio, la moniliosi, il cancro delle pomacee e il marciume radicale lanoso.

Tra gli insetti, i più importanti sono la cocciniglia di S. Josè (Quadraspidiotus perniciosus), l’afide grigio (Dysaphis plantaginea) e i lepidotteri Cydia pomonellaOrgyia antiqua e Cossus cossus.

Ambiente

Il melo è una pianta che tollera benissimo il freddo e, con l’eccezione di qualche varietà, può sopportare temperature fino a -25 °C, ma le gelate tardive possono procurare seri danni alla coltivazione; la sensibilità alle gelate dipende dal periodo di fioritura delle diverse coltivazioni.

Il melo può essere coltivato ovunque, ma preferisce un clima fresco e le zone che si trovano tra i 600 e i 1.000 metri sopra il livello del mare. La pianta teme la siccità e i ristagni idrici.

Note

Si può ricavare miele dai fiori, ma essendo, questi, poco appetiti dalle api, la produzione si concentra quasi esclusivamente nelle zone di estesa coltivazione come l’Emilia-Romagna e il Trentino-Alto Adige.

Miti e leggende___________________________________________________________________

Le origini del melo sono talmente antiche che si perdono nella notte dei tempi e le informazioni sulla differenziazione e sulla diffusione, sono spesso sfocati.  Il frutto di questo albero, la mela, richiama alla mente una serie infinita di miti e leggende di varie epoche e periodi storici.

ORIGINE DEL MELO

Le prime tracce di frutti di melo utilizzati dall’uomo si sono riscontrate in Europa negli insediamenti del Neolitico, nell’area della Germania e dell’Italia Settentrionale. Centri primari di origine delle prime specie, si possono collocare nell’altopiano dell’India  e del Pakistan, nell’Asia Centrale Sovietica e nell’Asia Minore. Recenti studi invece ricollocherebbero l’origine del melo al Kazakistan, attorno alla cui capitale Alma Ata, che significa appunto “Padre delle mele”. Questa pianta sarebbe arrivata lungo il Mediterraneo e la Via della Seta, in particolare per i semi che, attraverso le deiezioni e i residui dei pasti, i carovanieri abbandonavano nel lunghissimo percorso.

IL MELO: MITI E LEGGENDE

Da sempre il frutto del melo lega la sua storia a miti e leggende, aneddoti e episodi storici noti. La maggior parte di questi sicuramente è legata al simbolismo che ha la mela nell’amore e una delle storie più famose in questo senso è sicuramente quella legata al Simposio di Platone. Qui Aristofane spiega in cosa consiste l’amore: all’inizio ciascuno costituiva un intero non esisteva la distinzione uomo-donna, l’individuo era perfetto, era felice e bastava a sé stesso, con quattro gambe, quattro braccia e due volti, quindi riusciva ad avere una panoramica visiva a 360 gradi.  Un giorno Zeus, che era geloso di questa perfezione, tagliò a metà la mela perfetta e così dall’androgino derivarono maschi e femmine. Da quel giorno l’uomo iniziò a cercare disperatamente la sua metà, perché senza di lei egli si sentiva incompleto e infelice.

Cosa scatenò la guerra di Troia? Secondo la mitologia greca, fu proprio grazie a la mela della discordia. Eris dea della discordia, furiosa per l’esclusione dal banchetto nuziale di Peleo e Teti, per vendicarsi dell’affronto portò agli invitati una mela d’oro, dichiarando che era destinata “alla più bella” fra le divine convitate. Le tre dee che la pretesero furono Era, Atena e Afrodite. Giove, per togliersi dall’ingrato compito, stabilì che questa decisione spettasse all’uomo più bello, cioè Paride principe di Troia. Ogni dea allora promise al giovane una ricompensa in cambio della mela: Atena, gli avrebbe donato la sapienza e l’intelligenza, Era lo avrebbe reso ricco, potente e glorioso e Afrodite gli offrì l’amore, concedendogli in sposa la donna più bella, Elena. Paride favorì quest’ultima scatenando l’ira delle altre due. La dea dell’amore aiutò quindi Paride a rapire Elena, moglie del re di Sparta Menelao, ponendo le basi per la guerra di Troia.

Importanti anche le molteplici valenze e significati della mela nelle varie culture ed epoche. Nelle fiabe ad esempio era considerata alimento magico per eccellenza, come nei racconti di Esopo o dei Fratelli Grimm, dove in  Biancaneve e i sette nani la mela corrisponde ad un rito iniziatico, che porta solo simbolicamente alla morte della protagonista, che conduce alla rinascita e permette di sconfiggere la strega cattiva. Uno dei simbolismi più forti è sicuramente quello legato alla religione e alla tradizione cristiana, che individua la mela come un frutto proibitoEva che tentata dal serpente coglie il frutto del peccato. A conferma anche l’assonanza con in termine latino malum, che significa mela ma anche sofferenza, punizione, castigo e interpreta la condizione umana dopo la cacciata dal Paradiso Terrestre.

La mela ha anche uno stretto legame con l’Aldilà, dell’immortalità, della scienza e della saggezza. Nelle tradizioni celtiche, il pomo è un frutto di scienza, di magia e di rivelazione ed è anche un nutrimento meraviglioso. Nella mitologia scandinava invece questo alimento rappresenta l’eterna giovinezza, in linea con i racconti medievali che indicano le mele fatate come simbolo dell’immortalità e quelli romani per i quali questo frutto simboleggia il dominio universale.

La tesi del possibile potere delle mele di assicurare una lunga vita, incuriosì anche un certo Alessandro Magno che, durante le sue spedizioni, avrebbe trovato mele capaci di prolungare l’esistenza di qualche centinaio di anni, peccato però che non gli fu possibile sperimentarlo fino in fondo, visto che morì piuttosto giovane.

melo

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