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Ficus retusa (GINSENG)

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Ficus retusa
Ficus retusa con corteccia bianca
Ficus Retusa con corteccia bianca.

Ficus retusa (GINSENG)

(L.1767) è una specie di Ficus tropicale, appartenente alla famiglia delle Moraceae.

Origine

Il Ficus retusa è un albero di grandi dimensioni 8–14 m, sempreverde, originario del sud-est asiatico. Mentre nei luoghi di origine non ha utilizzo particolare, ha trovato invece utilizzo per la preparazione di bonsai, sia in passato in oriente, che attualmente esteso in occidente.

Cenni storici

Il F. retusa usato come bonsai, era già conosciuto ai tempi degli antichi romani, la propria denominazione infatti, affonda le sue radici etimologiche proprio in quel periodo storico.
Il primo documento conosciuto è un dipinto murale nella tomba del principe Zhang Huai, della dinastia T’ang, morto nel 705 d.C., raffigurante due valletti che portano un paesaggio in miniatura e l’altro un vaso contenente un fico retusa.
Il F. retusa è così chiamato perché con le sue forme mostra variegate figure, la più comune è il Ginseng ma sono rappresentate anche forme umane e strane. Secondo il culto indiano, il Ficus che cresce attorno alle case, assicura la massima sicurezza, garantendone la protezione da parte degli Dei (questo vale anche per il retusa).

Morfologia

Portamento[

Albero di ”Ficus retusa”.

Spettacolare Ficus dal tronco molto grosso, sinuoso, contorto ed estremamente largo. La chioma è molto espansa, larga, ricca di foglie ed ombrosa. In natura il F. retusa raggiunge dimensioni imponenti, mentre in coltivazione non supera i 3 metri. I rami sono grossi e massicci (in base alle proporzioni).

Corteccia e legno

Il F. retusa ha una corteccia piuttosto chiara, spessa, cerosa, liscia, di colore grigio-marroncino o rossastro nei giovanissimi esemplari, biancastro o bianco latte in quelli più maturi. La corteccia presenta le tipiche lenticelle orizzontali, ovvero delle piccole protuberanze di corteccia. Il legno è giallo-biancastro con venature, al taglio emette in abbondanza un lattice bianco, denso e appiccicoso, irritante per la pelle e tossico per gli animali se ingerito. La base del tronco è molto ricca di radici contorte, massicce e grosse; altre, invece, partono dai rami ed arrivano a terra. Queste ingrossano durante la crescita. Il tronco è l’aspetto più particolare di questo Ficus: è l’unico ad avere il caratteristico tronco bianco. Quest’ultimo è dotato di un apparato radicale molto potente che resiste bene all’umidità e ai terreni poco fertili.

Foglie

Le foglie sono semplici, perenni, a spirale, cerose, coriacee, lucide, larghe, erette o appressate, ovali, sensibili agli sbalzi di temperatura e lineari. Sono di colore verde scuro sulla parte superiore, mentre più chiare su quella inferiore. Sono lunghe dai 2 ai 5 centimetri (in base all’età dell’esemplare) e disposte singolarmente nei rami grazie ad un picciolo piuttosto evidente: esse nascono da una guaina (la perula) che le circonda e cade al loro schiudersi, lasciando una cicatrice. Persistono dai 6 ai 12 mesi sull’albero. Hanno un unico grande canale in cui scorre la linfa che si dirama in numerosi vasi secondari. I rami ed il tronco sono ricchi di midollo e hanno gemme terminali acuminate coperte da due piccole squame verdi. Le foglie non resistono ai venti salini per cui è sconsigliato tenere questo Ficus vicino al mare.

Fiori

Come per tutte le specie di Ficus, la infiorescenza (poi infruttescenza) è posta all’interno di un involucro cavo detto siconio. Il sistema di impollinazione dei fiori, all’interno del siconio è estremamente complesso, e coinvolge uno specifico insetto, (diverso per ogni specie di Ficus). Il sistema completo e funzionale (specie di fico verso specie di insetto) è possibile solo nei luoghi dove la pianta è originaria.

Nella coltivazione al di fuori del areale originario la possibilità di avere frutti (e semi) è quindi esclusa, dal punto di vista decorativo i frutti sono inconspicui.

Habitat e distribuzione 

Nativo di MalaysiaTaiwan e di tutto il sud-est asiatico, questo raro fico vive in un clima caldo umido, nelle foreste pluviali o sub-tropicali. In natura tende naturalmente a moltiplicarsi per propaggine cioè per radicazione dei rami appoggiati al suolo.

Interesse

Nel mondo occidentale come in quello orientale in passato la coltivazione di questa specie è legata alla decorazione urbana di città con clima semitropicale o tropicale, e per la preparazione di bonsai.

Coltivazione

Si citano di seguito le esigenze e le procedure per la preparazione di bonsai.

Esigenze climatiche

Albero tropicale, il F. retusa può restare chiuso per tutto l’anno in casa o in serra riscaldata, a condizione che sia garantito un clima umido e luminoso. Anche correnti di aria relativamente fredda possono causare danni estetici alla pianta. La resistenza al freddo è influenzata anche dalla maturazione del legno che inizialmente si presenta succulento e morbido: in seguito ad un’esposizione adeguata al sole i tessuti si compattano e la percentuale di amidi e lattice al loro interno aumenta, garantendo un abbassamento della temperatura di congelamento. L’illuminazione artificiale può essere un supplemento alla scarsità di sole; nel caso di ambienti secchi può essere utile vaporizzare regolarmente le foglie con acqua non calcarea e non clorata.

Irrigazione e fertilizzazione

Necessita di irrigazioni regolari ed abbondanti con acqua possibilmente piovana, ma comunque con basso tenore di calcare e cloro. Si concima con fertilizzanti liquidi (da somministrare ogni 10-15 giorni), solidi a lenta cessione (somministrare ogni 40-50 giorni), complessi, con aggiunta di perfosfato, calciocianamide e solfato ammonico. Si può utilizzare anche un substrato già molto ricco di sostanza organica, oppure, utilizzare i fertilizzanti per i bonsai seguendo le dosi indicate sul prodotto. La crescita dei Ficus retusa all’interno dei propri appartamenti è molto più equilibrata e bisognerebbe usare mensilmente concime organico o chimico in pastiglie a lenta cessione o, per praticità, in concime generico, da marzo ad ottobre, esclusi i mesi più caldi. La concimazione diminuisce solo nei due mesi più freddi (per i Ficus retusa che d’estate rimangono fuori), in quanto l’albero è sempre attivo. Se si utilizza un substrato minerale al 100%, il fertilizzante organico a pellet (che è poco “potente”), è preferibile poiché il Ficus retusa apprezza un suolo ricco ma senza eccedere. Evitare un’eccessiva dose di azoto in primavera, poiché, a causa della diminuzione della concimazione in inverno, porterebbe ad un ingrandimento eccessivo delle foglie.

Moltiplicazione e rinvasatura

La moltiplicazione a scopi commerciali è possibile per talea di ramo (di gran lunga la più usata), talea legnosa, semi-legnosa, di foglia o per innesto ad anello, a corona o a gemma. La rinvasatura è possibile tutto l’anno, ma preferibilmente da febbraio a maggio, riducendo a metà l’apparato radicale e le foglie (circa un terzo) e prestando attenzione a non danneggiare il pane radicale, bisogna fare questa rinvasatura ogni due o tre anni. Importante è non potare le radici prima di marzo/aprile.

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