LO SPATHYPHILLUM

LO SPATHYPHIILLUM

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera ed altre fonti su Internet

Dato che è relativamente facile prendersene cura e i suoi candidi fiori bianchi sono davvero belli da guardare, lo spatifillo, a volte chiamato anche “giglio della pace”, è uno degli arbusti sempreverdi d’appartamento più comuni. Recentemente, è stato riconosciuto anche dalla NASA per la sua capacità di purificare l’aria. Se ti prendi cura di questa pianta prendendo in considerazione le sue esigenze di acqua, tipo di terreno ed esposizione al sole, la manterrai in buona salute e potrai godere al massimo della bellezza e delle proprietà benefiche dello spatifillo.

  • Anche se bello, il giglio della pace è velenoso. Soprattutto le foglie sono molto tossiche per gli esseri umani e gli animali, quindi tienilo lontano dalla portata dei bambini e degli animali domestici.

Spathiphyllum – genere delle Araceae Juss., sottofamiglia delle Monsteroideae, tribù delle Spathiphylleae, comprende circa 30 specie tropicali dalla forma elegante, che raggiungono il metro di altezza, con i fiori riuniti in uno spadice avvolto in una spata bianca o verdastra, note col nome comune di spatafillospatifillo o anche pianta cucchiaio per la caratteristica forma della spata floreale.

La loro particolarità è la totale mancanza di fusto: le foglie crescono infatti direttamente da un rizoma sotterraneo.

Tra le specie coltivate citiamo lo Spathiphyllum floribundum originario di Colombia, Ecuador, Panamá e Venezuela, pianta perenne alta da 30 a 60 cm; lo Spathiphyllum wallisi originario di Panamá, pianta perenne alta da 50 cm a 1,2 m a seconda della varietà, ha foglie lanceolate di colore verde-vivo lunghe circa 10-15 cm con un lungo e robusto picciolo di circa 15 cm, i fiori primaverili-estivi sono riuniti in una infiorescenza giallastra a spadice avvolta da una spata di colore bianco, in cima ad un peduncolo lungo fino a 50 cm.

Uso

Come pianta ornamentale in vaso negli appartamenti.

Metodi di coltivazione

Richiede ambienti caldo umidi e ombreggiati con temperature minime invernali non inferiori ai 12 °C, nella bella stagione concimare 2 volte al mese con fertilizzanti liquidi, frequenti annaffiature estive, diradate d’inverno, spruzzature quotidiane delle foglie, rinvasare ogni 2-3 anni usando terriccio universale misto a torba, per gli individui di grandi dimensioni si preferisce praticare una potatura delle radici anziché rinterrare.

Si moltiplica con la semina o la divisione dei cespi in primavera

Avversità

  • L’esposizione ai raggi solari diretti provoca macchie necrotiche sulle foglie esposte
  • Gli ambienti troppo umidi e con basse temperature possono favorire i marciumi radicali causati da funghi
  • È sensibile ad attacchi di afidi, acari e cocciniglia farinosa
  • L’eccesso di ristagno idrico provoca l’ingiallimento delle foglie
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