Gelo: le piante forti lo superano bene

Per “pianta rustica” o “semirustica” si intende una specie che è in grado di tollerare le basse temperature: la prima anche fino a –20 °C, la seconda fino a circa 0 °C. In automatico significa che tutte le altre specie sono delicate e vanno protette in ambiente chiuso, più o meno riscaldato. Invece le rustiche e semirustiche rimangono all’aperto, a seconda della zona climatica, con eventuali protezioni da esterni. Tuttavia, soprattutto per le semirustiche, le basse temperature possono rappresentare un pericolo, che si può concretizzare in danni da gelo, non sempre rimediabili. Ma prevenire è sempre meglio che curare, e qualche strategia preventiva esiste.

I danni da gelo

I primi sintomi sono segni di sofferenza, dati dalle foglie che tendono a piegarsi verso il basso, per poi perdere tono e appassire, seguite subito dopo dagli apici vegetativi, che possono anche prendere un colore prima marrone e poi rapidamente nero. Nelle piante più turgide, ricche di liquidi (per esempio le piante succulente) o con foglie tenere (per esempio le erbacee da fiore, alcune piante d’appartamento e da balcone) si nota che il fogliame diventa trasparente, lasciando vedere il liquido all’interno e annerendo subito dopo. Nei casi più gravi, se non si interviene, tutta la pianta appassisce e annerisce: è facile che si siano gelate anche le radici.

Prevenire i problemi

In base alla temperatura normale della zona (quindi non basatevi su eventuali anomalie dell’ultimo inverno), le specie semirustiche vanno adeguatamente protette, ricoverandole in un locale freddo o in serra fredda o avvolgendole con teli di tessuto non tessuto, a seconda della loro sensibilità al freddo e della disponibilità di spazi adeguati.

Ma prima ancora di proteggerle, già dall’inizio di settembre, cioè almeno un mese prima dell’arrivo del freddo, e per tutto ottobre è possibile rinforzare le piante che sverneranno in esterni somministrando loro un prodotto integratore (corroborante), che ne aumenta le difese contro le avversità.

A cosa serve il corroborante

I corroboranti irrobustiscono le piante e ne potenziano le difese interne in modo da renderle meno suscettibili all’attacco delle avversità in generale, e anche dei patogeni. Apportano infatti sostanze che migliorano il funzionamento dell’intera pianta rendendola più robusta e quindi più capace di resistere agli stress ambientali (es. piogge intense, freddo, caldo, grandine, vento ecc.) senza riportarne particolari danni.

La distribuzione del corroborante va effettuata seguendo con cura le indicazioni in etichetta del prodotto prescelto, per non vanificarne l’efficacia.

Attenzione: i corroboranti non sono concimi, quindi la loro distribuzione non si sostituisce alla normale concimazione (peraltro ormai al termine in ottobre), ma vi si affianca.